Benvenuti amici di AstroCrime! Io sono Cassandra e oggi vi porto all’interno di una delle scene del crimine più inquietanti, macabre e disturbanti della storia giudiziaria americana. Prendetevi un momento e mettetevi comodi, perché la storia che stiamo per sviscerare oggi lascia davvero senza parole.
🎙️ L’illusione di una festa e il massacro di Farragut
Per capire dove nasce l’orrore, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, fino al weekend del Giorno del Ringraziamento del 2016. Ci troviamo a Farragut, nel Tennessee. Mike Guy Sr. e sua moglie Lisa Adair Guy si stanno preparando per un grande traguardo: la meritata pensione dopo una vita fatta di sacrifici. Hanno appena venduto la loro casa e si stanno organizzando per trasferirsi a Surgoinsville. Per salutare quel luogo pieno di ricordi, decidono di riunire per l’ultima volta tutta la famiglia: figlie, nipotini e il loro unico figlio biologico in comune, Joel Michael Guy Jr., un ragazzo di 28 anni.
In famiglia, Joel è sempre stato considerato una sorta di “piccolo genio”. Schivo, taciturno, estremamente riservato, ma con una mente formidabile per le materie logico-matematiche. Dietro questa facciata da studente brillante, però, si nasconde una realtà ben diversa e decisamente più cupa. Joel è un fuoricorso cronico che da oltre dieci anni si fa mantenere integralmente dai genitori senza aver mai ottenuto una laurea né aver mai lavorato un singolo giorno in vita sua.
Quando Mike e Lisa gli comunicano che, con l’andata in pensione, è arrivato il momento di tagliare i sussidi economici, in Joel scatta qualcosa. O meglio, emerge la sua vera natura. Invece di trovarsi un impiego, Joel elabora un piano spietato: sterminare i genitori per riscuotere la polizza d’assicurazione sulla vita della madre, un bottino da circa 500.000 dollari.
Approfittando dell’atmosfera festiva e del fatto che la casa si stia gradualmente svuotando dagli altri parenti, Joel passa all’azione tra il 24 e il 26 novembre. Aggredisce prima il padre e poi la madre, accoltellandoli a morte e smembrando i loro corpi. Nei giorni successivi trasforma la casa in un laboratorio dell’orrore: prova a disciogliere i resti in miscele chimiche corrosive, porta il termostato di casa a ben 35 gradi nel tentativo di accelerare la decomposizione e cancella le tracce, predisponendo infine un sistema di innesco a scoppio ritardato per dare fuoco all’immobile.
Fortunatamente, il lunedì successivo Lisa non si presenta al lavoro. È l’allarme lanciato dai suoi colleghi e il tempestivo intervento delle forze dell’ordine a sventare l’incendio, portando all’arresto di Joel Jr. il 29 novembre 2016.
📝 Tra algebra e atroci delitti: il quaderno degli appunti
Se c’è un elemento in questa vicenda che fa davvero salire i brividi lungo la schiena, è il quaderno universitario che gli investigatori hanno ritrovato nello zaino di Joel. Sfogliandolo, tra formule matematiche ed esercizi di chimica, ci si imbatte in un vero e proprio manuale operativo dell’omicidio scritto di suo pugno.
Joel non lascia nulla al caso, o almeno così crede. Annotò l’acquisto di coltelli affilati per un’esecuzione silenziosa, un martello per frantumare le ossa, fino all’idea agghiacciante di procurarsi un frullatore per ridurre i tessuti biologici. Pianifica persino la scena del delitto nei minimi dettagli: creare un guasto al tritarifiuti per far sdraiare il padre a terra e colpirlo alle spalle; attendere il rientro della madre per togliere la vita anche a lei; spogliarla e metterla nella doccia sotto l’acqua calda. Arriva persino a pensare di prelevare del materiale biologico del padre e posizionarlo sotto le unghie della madre per simulare una tragica lite domestica finita in disgrazia.
La distruzione dei cadaveri è descritta con un distacco raccapricciante: immergere torsi e arti in bidoni di plastica riempiti con un cocktail corrosivo di candeggina, acido muriatico e idrossido di sodio, lasciando la testa della madre a bollire in un pentolone sul fornello per distruggere le impronte dentali e il DNA. E poi c’è la fissazione per il calore: portando la casa a 90 gradi Fahrenheit, si convinceva che l’estremo calore e i vapori avrebbero sciolto le impronte digitali. Infine, l’alibi: posizionare piastre per capelli e stufette elettriche avvolte da materiale infiammabile vicino a taniche di benzina, collegate a un timer temporizzato per le 10:00 del venerdì mattina. Un piano perfetto per dar fuoco a tutto mentre lui si sarebbe trovato in un altro Stato.
🔬 La mente del killer: tra Criminologia e Psicologia
Dando uno sguardo criminologico a questa vicenda, appare chiaro che ci troviamo di fronte a un bi-parricidio a scopo di lucro. Non c’è traccia di impulso, raptus o perdita momentanea del controllo: siamo davanti a una premeditazione pura, fredda e calcolata nel tempo.
Joel Guy Jr. incarna alla perfezione la figura del family annihilator, ma distaccandosi da chi compie certi gesti spinto da manie di controllo o dalla disperata illusione di “salvare” i cari da un tracollo finanziario. Joel agisce unicamente per mero parassitismo e per un’avidità sconfinata.
La cosa affascinante — e tragica al tempo stesso — è notare quella che in criminologia possiamo definire la sua “Sindrome del Genio”. Convinto di possedere un’intelligenza superiore, Joel commette in realtà errori forensi grossolani. La candeggina e il calore non solo non cancellano le impronte digitali, ma saturano l’aria creando una nebbia chimica che insospettisce subito i soccorritori. Poi la mossa d’azzardo durante la fuga: tenta di acquistare un’arma da fuoco fornendo i suoi documenti reali, scatenando un alert immediato nelle banche dati dell’FBI. E per finire, dimentica la prova regina — il suo quaderno autografo — proprio all’interno della scena del crimine.
Dal punto di vista psicologico, emerge la struttura tipica del Disturbo Narcisistico di Personalità unito a una profonda anaffettività. Joel ritiene di essere al di sopra delle regole comuni e di avere il diritto sacro di essere mantenuto a vita. Negli appunti del quaderno non chiama mai i genitori “mamma” o “papà”, ma si riferisce a loro freddamente come “lui” e “lei”. È questa stessa dissociazione emotiva che gli permette, poche ore prima del massacro, di sorridere e regalare i suoi vecchi giochi d’infanzia ai nipotini. La comunicazione del taglio dei fondi è stata vissuta da Joel non come un invito a crescere, ma come una minaccia di “morte sociale” a cui ha risposto con la violenza.
🌌 Il Cielo del Delitto: l’Analisi Astrologica

Ma cosa ci racconta il suo Tema Natale? Come sapete, qui su AstroCrime amiamo indagare la mappa astrale per ritrovare i riflessi simbolici della mente e delle sue oscillazioni.
Joel nasce con il Sole in Pesci, un segno d’Acqua legato al mondo interiore, all’isolamento e alla tendenza a rifugiarsi in realtà astratte. Nella sua manifestazione più ombrosa, questo valore può virare verso un forte vittimismo e verso la percezione che il mondo esterno sia costantemente debitore nei propri confronti. La vicinanza del Nodo Lunare al Sole accentua inoltre quella sensazione deformata di seguire un “destino ineluttabile”, giustificando a livello inconscio anche le azioni più estreme.
A fare da contrasto a questa sensibilità distorta c’è però una massiccia presenza di pianeti nel segno del Capricorno: Luna, Marte, Saturno, Urano e Nettuno formano la vera struttura rigida del suo carattere. La Luna e Marte in Capricorno reprimono qualsiasi naturale slancio affettivo, sostituendo l’empatia con un pragmatismo glaciale e un calcolo cinico. Quando Marte si fonde con Nettuno e la Luna, l’azione aggressiva viene veicolata attraverso una visione completamente alterata e contorta della realtà.
Anche Mercurio in Acquario gioca un ruolo chiave: descrive la sua mente brillante, votata alla logica matematica e all’astrazione, ma anche una marcata incapacità di connettersi emotivamente con le figure d’affetto primarie. L’opposizione di Mercurio con la Luna Nera (Lilith) in Leone fa emergere una ferita narcisistica profonda, carica di risentimento e rabbia repressa verso la figura genitoriale e l’autorità.
Infine, non possiamo ignorare l’opposizione tra Venere in Toro e Plutone in Scorpione. Qui risiede il nucleo primordiale dell’ossessione: Venere in Toro pretende la sicurezza materiale e il comfort senza sforzo, mentre Plutone dallo Scorpione porta a galla il lato pulsionale più cupo, distruttivo e morboso. È la firma astrologica di chi lega il possesso economico alla scomposizione, al controllo e al macabro.
⚖️ L’Esito Processuale
La giustizia non ha impiegato molto a fare il suo corso. Nel settembre del 2020, Joel Michael Guy Jr. è stato processato e riconosciuto colpevole di tutti i capi d’accusa: duplice omicidio di primo grado, tentata distruzione di prove e profanazione di cadavere.
La corte lo ha condannato a due ergastoli consecutivi senza alcuna possibilità di libertà condizionale. Un verdetto definitivo che chiude la porta su una delle vicende familiari più agghiaccianti dei nostri tempi, lasciandoci a riflettere su quanto possa diventare profondo l’abisso quando l’avidità incontra una mente priva di empatia.
E voi, amici di AstroCrime, cosa ne pensate di questo caso e degli incastri del suo cielo? Fatemelo sapere nei commenti!
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