ROBERT BERDELLA: L’OMBRA DI MARTE ED ELABORAZIONE DI PLUTONE
Criminologia archetipica e la distruzione dell’Altro nel “Macellaio di Kansas City”
Tra il 1984 e il 1987, Robert Andrew Berdella Jr. (1949–1992) ha segregato, torturato e ucciso almeno sei giovani uomini nella sua abitazione di Charlotte Street a Kansas City. Nota alle cronache come “Il Macellaio” o “Il Collezionista”, la sua figura rappresenta uno dei casi più stringenti di sadismo strutturato, in cui la distruzione dell’altro non è frutto di un raptus cieco, ma di un processo clinico, rituale e persecutorio.
Nel suo tema natale, la dinamica fra le pulsioni di controllo, il distacco emotivo e la perversione del potere trova una chiara corrispondenza nell’asse Acquario-Leone e nell’interazione dinamica dei suoi pianeti personali con quelli transpersonali.
1. La Firma Cosmica: Marte in Acquario opposto a Plutone in Leone

L’ossatura energetica della psiche di Berdella si fonda sull’opposizione di due archetipi di forza: Marte (il braccio armato, la libido, l’aggressività) e Plutone (il potere sommerso, la pulsione di morte, il dominio assoluto).
- Marte in Acquario (La violenza razionalizzata e la cavia umana): Marte in un segno d’Aria come l’Acquario declina l’aggressività in modo cerebrale, freddo e disincarnato. La violenza spoglia la vittima della sua carica umana per trasformarla in un “esperimento”. In Berdella, questo posizionamento spiega la metodica tenuta del diario delle torture, la somministrazione scientifica di farmaci e sedativi per testare i limiti di resistenza del corpo umano, e la registrazione rituale di ogni passaggio (334 Polaroid). L’Acquario isola l’atto dalla sfera dell’empatia: la sofferenza altrui diventa un dato da osservare con distacco clinico.
- Plutone in Leone (La fame di sovranità e il sadismo egoico): Plutone in Leone manifesta un bisogno nevrotico e sotterraneo di signoria e controllo centrale. In Berdella, il seminterrato e le stanze di Charlotte Street sono diventate il palcoscenico di un regno privato dove egli esercitava un diritto assoluto di vita e di morte. La reclusione prolungata (fino a sei settimane) non serviva solo a nascondere il crimine, ma ad alimentare il bisogno plutoniano di ridurre l’altro a totale schiavitù corporea e psicologica.
- La dinamica dell’Opposizione: Quando Marte e Plutone si affrontano in opposizione, la tensione fra l’azione e la sopraffazione non trova una via di scarico armonica. Se non sublimata, questa configurazione produce un cortocircuito in cui il soggetto tenta di sedare il proprio terrore primario di impotenza dominando e distruggendo brutalmente l’oggetto del suo desiderio.
2. Il Sole in Acquario e il mito del “Collezionista”
Con il Sole in Acquario, la ricerca d’identità di Berdella si è mossa fin dall’adolescenza sui binari dell’estraneità e del distacco dai codici sociali dominanti. Cresciuto in un ambiente familiare rigido e sminuito dalla figura paterna, Berdella ha canalizzato il lato ombra dell’Acquario: l’alienazione, il cinismo e la tendenza a creare un proprio sistema di valori svincolato dalla morale comune.
La visione nel 1965 del film Il collezionista (tratto dal romanzo di John Fowles) agì come detonatore simbolico. L’idea di catturare una persona attraente, recluderla e conservarla come un oggetto raro e inanimato rispose perfettamente al bisogno acquariano di possesso “distaccato” e alla spinta plutoniana di reificazione. Le vittime perdevano la loro soggettività per diventare elementi da inserire in un catalogo privato.
3. Nettuno e Mercurio: Il veleno, la sedazione e la doppia vita
Il Modus Operandi di Berdella rivela una forte componente lesiva legate ai valori nettuniani e alla manipolazione comunicativa:
- La sedazione come arma: Berdella raramente ricorreva alla forza bruta per la cattura iniziale. Utilizzava la trappola della fiducia (sfruttando la vulnerabilità di giovani marginali, clienti del suo negozio d’arte Bob’s Bazaar Bizarre o prostituti) per poi somministrare cocktail di narcotici, tranquillanti e anestetici (Valium, acepromazina, alcol). Il disorientamento e la perdita di coscienza della vittima riflettono l’Ombra di Nettuno: la nebbia, il veleno, la paralisi della volontà.
- La maschera pubblica: L’apparente altruismo con cui giustificava ai vicini la presenza di giovani sbandati in casa sua (“faccio loro da padre”) mostra la capacità di costruire una narrazione di facciata rassicurante, sotto la quale occultare l’attività sotterranea.
4. Criminogenesi e Distruzione del Cadavere
L’epilogo dei crimini di Berdella evidenzia il passaggio dal dominio sadico alla cancellazione materiale dell’evidenza:
- Adescatamento e Controllo: Scelta di soggetti vulnerabili e loro immobilizzazione tramite farmaci e contenzioni fisiche.
- Rituale e Tortura: Somministrazione di scosse elettriche, sostanze corrosive alla laringe per privare la vittima della voce, e violenze fisiche prolungate, annotate minuziosamente.
- Smembramento e Cancellazione: Il dissanguamento dei corpi appesi in cantina e il successivo sezionamento mediante motoseghe e seghetti rappresentano l’atto finale di scomposizione della materia (ancora la freddezza chirurgica di Marte in Acquario applicata alla distruzione plutoniana).
5. Epilogo
La catena di violenze si interruppe nel marzo 1988 solo grazie alla fuga disperata di Christopher Bryson, che riuscì a liberarsi e a saltare da una finestra al secondo piano. Condannato all’ergastolo dopo aver confessato per evitare la pena di morte, Berdella morì in carcere l’8 ottobre 1992 per un arresto cardiaco a 43 anni.
L’analisi astrocriminologica del suo profilo mostra come l’incastro fra una ferita narcisistica primaria e una configurazione di profonda scissione emotiva possa trasformare l’energia di Marte e Plutone in un sistema di totale annientamento dell’Altro.
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