Analisi Criminologica, Psicologica e Astrologica per Astrocrime
1. La Cronaca e il Contesto Storico (Padova, 2001)
Tra la fine di gennaio e la metà di febbraio del 2001, Padova viene improvvisamente inghiottita da un incubo a luci fosche. Un assassino seriale senza volto né apparente legame con le sue vittime inizia a colpire a freddo, trasformando la città nello scenario di una sfida estorsiva e teatrale lanciata direttamente alle istituzioni.
- 29 Gennaio 2001 – Il primo delitto: In via Malaman viene trovato agonizzante Pierpaolo Lissandron(38 anni), tassista padovano alla guida della sua vettura (“Serafra Bis 14”). Giustiziato con un singolo colpo di pistola alla nuca, non viene nemmeno rapinato dell’incasso di 400.000 lire, rimasto intatto nell’auto. Agli investigatori manca l’unico tassello fondamentale: l’identità dell’ultimo cliente salito a bordo.
- 10 Febbraio 2001 – Il secondo delitto: A sole due settimane di distanza, tocca a Walter Boscolo (38 anni), agente immobiliare. Un misterioso “Signor Bertini” lo attira con una scusa in un appartamento sfitto di via San Francesco. Qui Boscolo viene trovato senza vita, ucciso da tre colpi d’arma da fuoco alla testa.
- La Sfida alle Istituzioni: Subito dopo la morte del tassista, alla Questura di Milano recapitano lettere scritte con un normografo e spedite da Padova, firmate con l’enigmatica sigla “Pado. Ba. Vue.”. L’assassino alza il tiro: pretende dallo Stato un riscatto assurdo di 12 miliardi di lire per fermare la scia di sangue e pretende di comunicare attraverso annunci cifrati sulle pagine del Corriere della Sera (“Offresi tornitore specializzato 12 anni di esperienza…”).
- La Cattura (16 Febbraio 2001): La svolta arriva incrociando i tabulati delle schede prepagate usate da varie cabine telefoniche pubbliche, in particolare quelle dell’Ospedale di Padova. Contemporaneamente, un collega di Boscolo riconosce il presunto cliente in foto. Michele Profeta viene bloccato dalla Polizia a Padova, poco distante dalla sua auto. A bordo del veicolo e nella sua agenda spuntano le prove schiaccianti: proiettili, carta da lettere, il normografo e persino un Re di Fiori nascosto tra le pagine. Condannato all’ergastolo, morirebbe per un arresto cardiaco nel carcere di San Gimignano nel 2006, proprio mentre sosteneva un esame universitario in Filosofia.
2. Profilo Criminologico
Il caso di Michele Profeta rappresenta un tassello anomalo per la criminologia moderna, poiché fonde le caratteristiche tipiche del serial killer “organizzato” con quelle dell’estorsore psicotico e mitomane.
- Tipologia Criminale: È un killer orientato al potere e al controllo. Per lui la richiesta di denaro non rappresenta un vero obiettivo economico, quanto piuttosto un pretesto per alimentare un profondo delirio di grandiosità e dominazione.
- Modus Operandi: Estremamente pianificato e freddo. Utilizza falsi nomi (“Bertini”), individua vittime legate a professioni vulnerabili e facili da agganciare (tassisti, agenti immobiliari) e le giustizia da tergo con tiri a bruciapelo alla nuca, impiegando un revolver caricato con proiettili non camiciati ad alto potere lacerante.
- Firma e Scenografia: Mette in scena rituali precisi attorno ai cadaveri. Accanto al corpo di Boscolo fa ritrovare due carte da gioco (Re di Cuori e Re di Quadri) e una busta contenente le rivendicazioni digitate a normografo.
- La Faglia Investigativa: La troppa sicurezza nei propri mezzi e l’abitudine di usare cabine telefoniche situate sempre nella stessa area geografica diventano il suo punto debole, consentendo agli inquirenti di incastrarlo tramite i primi tracciamenti dei flussi telefonici.
3. Profilo Psicologico e Psichiatrico
Sotto il profilo psicodinamico, la personalità di Michele Profeta ruota attorno a una profonda scissione interna e a un’ossessiva ricerca di simbolismo.
- Struttura Narcisistica e Grandiosità: Profeta viveva drammaticamente la spaccatura tra le proprie ambizioni di rivalsa (il mito della “bella vita”, l’attrazione per le armi e le auto di lusso) e un rovinoso fallimento personale ed economico, che lo aveva ridotto a distribuire volantini sommerso dai debiti. Gli omicidi e la richiesta estorsiva di 12 miliardi diventano così la sua valvola di sfogo per edficare una narrazione di potenza e sfidare lo Stato da una posizione di apparente onnipotenza.
- Il Meccanismo della Scissione: Riusciva a compartimentare la propria vita in modo maniacale: due donne (la moglie Concetta e l’amante Antonella) e due nuclei familiari distinti tra Mestre e Rovigo, condotti in parallelo all’insaputa l’una dell’altra. Questa netta scissione dell’Io gli permetteva di commettere delitti spietati per poi rientrare in casa al calore della quotidianità senza tradire il minimo segno di colpa o alterazione emotiva.
- Razionalizzazione e Delirio di Predestinazione: Nei suoi verbali ricorrono la negazione del libero arbitrio e il richiamo a una “voce amica” o a un’entità superiore che lo avrebbe guidato. Come evidenziato dalle perizie psichiatriche, non si trattava di allucinazioni uditive reali (tipiche della schizofrenia), bensì della proiezione metaforica di impulsi interni irrefrenabili e della totale incapacità di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
- La Simbologia Numerica (L’Ossessione del 12): Il numero 12 ritorna come una costante rigida: 12 i miliardi del riscatto, 12 gli anni di esperienza millantati nell’annuncio, 12 i giorni trascorsi tra il primo e il secondo delitto. Questo simbolismo ossessivo gli serviva a contenere il caos interiore, imponendo una griglia logica e provocatoria sul mondo esterno.
4. Profilo Astrologico: L’Incrocio del Tema Natale con la Psiche Criminale

Il tema natale di Michele Profeta (3 Ottobre 1947, ore 04:20, Palermo) traccia un quadro celeste che riflette con straordinaria precisione i nodi emersi dalle perizie criminologiche.
- Il Complesso di Grandiosità e la Scissione dell’Io (Stellium in Leone in XII Casa):
Il cuore pulsante della sua architettura psichica si concentra nella XII Casa, dove troviamo Saturno, Plutone e Marte in Leone. La XII Casa — settore dell’inconscio, dei nemici nascosti e dell’isolamento — ospita una pesante congiunzione Saturno-Plutone nel segno del Leone. Qui l’ego esige un potere assoluto ma invisibile, un controllo esercitato nell’ombra. Il quadrato che questa congiunzione forma con la Luna in Toro in IX Casa evidenzia la frattura interiore: da un lato il bisogno viscerale di sicurezza materiale e possesso (Toro), dall’altro una forte componente di freddezza e distruttività inconscia.
- La Mente Calcolatrice e la Regia Estorsiva (Mercurio in Scorpione in III Casa):
Mercurio a 1° Scorpione in III Casa descrive un intelletto sospettoso, analitico e portato alla manipolazione. Il quadrato stretto con Marte in Leone (0°46′) rappresenta il punto di contatto con la violenza progettata: la mente (Mercurio) pianifica il gesto teatrale e distruttivo (Marte). L’uso del normografo, il ricatto cifrato e la regia distaccata della sfida nascono proprio dal bisogno scorpionico di dominare la scena rimanendo non visto.
- La Maschera della Riservatezza (Ascendente Vergine):
L’Ascendente Vergine gli regala quella facciata anonima, pignola e dimessa (“l’uomo mite e insospettabile di mezza età”) che gli ha consentito di passare inosservato. La precisione maniacale della Vergine si ritrova nella curatissima scelta dei supporti, nella ricerca del dettaglio e nell’uso ripetitivo dei simboli (le carte da gioco, il numero 12).
- La Sete di Denaro e il Tracollo Materiale (Giove e Nodo Nord):
Infine, Giove in Scorpione in III Casa opposto al Nodo Nord in Toro in IX Casa amplifica l’ossessione per le grandi cifre e il riscatto sproporzionato. Incapace di rassegnarsi al declino economico, Profeta ha trasformato la rapina e il ricatto psicotico nell’estremo, disperato tentativo di rivendicare la “bella vita” che sentiva essergli stata negata.
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