Il 4 agosto 1989, una normale famiglia della borghesia di Parma scompare nel nulla. Per quasi dieci anni, gli investigatori si scontrano con il vuoto: nessun corpo, nessuna scena del crimine, nessun movente apparente. Solo una villetta in via Rimini lasciata improvvisamente deserta.
La svolta arriva nel 1998 a Londra, davanti alle telecamere di Chi l’ha visto?. Ferdinando Carretta confessa: «Ho ucciso mio padre, mia madre e mio fratello».
Il caso Carretta non è solo una delle pagine più cupe della cronaca nera italiana, ma un perfetto e drammatico crocevia tra criminologia, psichiatria forense e indagine simbolica. Per il nostro blog, rappresenta un’occasione unica di analisi: esplorare come il delirio psicotico si sia strutturato negli anni e come il tema natale di Ferdinando rifletta, attraverso il linguaggio degli archetipi, le medesime tensioni che la psichiatria ha tradotto in cartelle cliniche.
La Criminologia del Delitto Familiare: Un Progetto Lungo Dieci Anni
La criminologia insegna che i delitti intra-familiari non sono quasi mai il frutto di un impulso improvviso. Sono, al contrario, l’atto finale di un processo lento e silenzioso.
Nel caso di Ferdinando Carretta, l’omicidio non nasce da un movente economico o da una lite passeggera. Le perizie psichiatriche – guidate da figure del calibro del Professor Vittorino Andreoli – hanno dimostrato che il progetto omicidiario si è sviluppato nell’arco di oltre un decennio.
Ci troviamo di fronte a un delirio paranoide strutturato. Nella mente del soggetto psicotico, la percezione della realtà subisce una distorsione progressiva che segue tappe precise: in primo luogo si assiste alla perdita dell’identità reale, in cui i familiari smettono di essere persone amate. Subentra poi la proiezione del male, dove genitori e fratelli si trasformano in persecutori, unici responsabili della propria sofferenza. Infine, si arriva all’eliminazione come catarsi: uccidere il “nemico” diventa, nella logica del delirio, l’unico modo per sopravvivere e cessare di soffrire.
L’Ossessione del Corpo: Il Delirio Somatico
L’aspetto più disarmante della vicenda è il nucleo attorno a cui si cristallizza il delirio di Ferdinando: il corpo e le suas funzioni biologiche. Tutto inizia con una fissazione apparentemente banale: la convinzione che i rumori dei camion sotto casa gli impediscano di evacuare normalmente.
Da questo blocco intestinale si dirama una rete di convinzioni persecutorie e somatiche devastanti. Ferdinando inizia a percepire il proprio volto come totalmente deformato, sviluppa un’ossessione per i fianchi giudicati troppo larghi e si convince che il proprio pene si stia progressivamente rimpicciolendo.
Ogni dinamica relazionale e affettiva viene filtrata attraverso questa lente patologica. La famiglia Carretta, chiusa in un silenzio profondamente provinciale, tenta di gestire la bizzarria di Ferdinando tra le mura domestiche. Le energie dei genitori sono assorbite dal fratello Nicola, tossicodipendente e sieropositivo. La sofferenza di Ferdinando resta invisibile, accumulandosi fino al punto di non ritorno, segnato da episodi vissuti come umiliazioni intollerabili (come l’essere scoperto dal padre in preda ai suoi rituali somatici).
La Mappa Celeste di Ferdinando Carretta: La Firma Simbolica

Ferdinando Carretta nasce a Parma il 7 novembre 1962 alle ore 01:45. L’analisi del suo tema natale mostra una coincidenza di archetipi che dialoga in modo impressionante con i dati della perizia psichiatrica. All’interno della sua carta del cielo spiccano in particolare tre configurazioni: un Ascendente Vergine con Plutone strettamente congiunto in prima Casa, il Sole in Scorpione congiunto a Nettuno e quadrato a Marte, e infine una vulnerabile Luna in Pesci opposta sia a Urano che a Plutone.
1. L’Ascendente Vergine e Plutone Dominante: Il Corpo come Prigione
L’Ascendente descrive l’ingresso nel mondo, il corpo fisico e lo schermo attraverso cui filtriamo la realtà. La Vergine, segno governato da Mercurio, è tradizionalmente legata alla salute, all’igiene, all’analisi microscopica e, nel corpo umano, governa proprio l’intestino e i processi di assimilazione ed evacuazione.
La presenza di Plutone congiunto all’Ascendente esaspera questo vissuto. Plutone è l’archetipo dell’ossessione, del controllo, del sotterraneo e dei processi di eliminazione delle scorie (anche psichiche). La sovrapposizione tra il nucleo del delirio somatico di Ferdinando (l’evacuazione, il corpo deformato) e questa configurazione astrologica è una delle corrispondenze simboliche più nitide mai osservate in un caso di cronaca.
2. Sole-Nettuno in Scorpione: La Dissoluzione dei Confini
Il Sole in Scorpione conferisce una natura emotiva sotterranea, incline a trattenere i vissuti cupi. La stretta congiunzione del Sole a Nettuno introduce l’archetipo della nebbia, della fusione e della perdita dei confini dell’Io. Se in un tema equilibrato Nettuno alimenta l’arte o la spiritualità, in un contesto di vulnerabilità psichica può indicare la difficoltà a distinguere il reale dall’immaginario, facilitando la fuga in una realtà parallela e delirante.
3. Sole quadrato Marte e le Opposizioni della Luna: La Rabbia Trattenuta
Il quadrato tra il Sole e Marte descrive una fortissima tensione interna tra l’identità profonda e l’action aggressiva. È l’energia bellica che non trova canali di sfogo sani e si trasforma in frustrazione cronica.
A esasperare il quadro emotivo interviene la Luna (il mondo interiore, la madre, la famiglia) in Pesci, opposta sia a Urano che a Plutone. È la configurazione del terremoto emotivo: un bisogno di sicurezza continuamente minacciato da vissuti di invasione e distruzione. Il legame familiare non è vissuto come un rifugio, ma come un campo di battaglia sotterraneo.
Conclusioni: L’Insegnamento del Caso Carretta
Il verdetto della magistratura è stato chiaro: Ferdinando Carretta è stato riconosciuto in stato di totale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti, trascorrendo anni in un OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) prima del definitivo reinserimento sociale e della successiva scomparsa nel 2023.
Il caso Carretta ci ricorda che il male raramente è un fulmine a ciel sereno. È, più spesso, una pianta che cresce al buio.
Per la criminologia e la psichiatria, resta il monito di quanto sia cruciale intercettare i segnali d’allarme di un disagio mentale prima che si trasformi in delirio persecutorio. Per l’astrologia, il suo tema natale rimane uno studio clinico fondamentale sull’uso degli archetipi: non come predizione di un destino criminale, ma come radiografia di una struttura psicologica complessa, dove il corpo (Vergine) e l’ombra (Plutone e Scorpione) si sono fusi in un cortocircuito tragico.
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