La storia di Andrea Matteucci, tragicamente noto come il Mostro di Aosta, rappresenta una delle pagine più cupe della criminologia italiana. Unico serial killer identificato nella regione valdostana, la sua figura rivela un intreccio drammatico di traumi infantili, rigide ossessioni morali e lucida violenza.
La Scia di Sangue
Nato a Torino il 24 aprile 1962, Matteucci cresce all’ombra dell’abbandono paterno e di un rapporto tormentato con la madre. Un’infanzia divisa tra parenti e collegi religiosi alimenta in lui un disprezzo profondo per la prostituzione e per ciò che percepisce come “immoralità”, colpe che nella sua mente meritano una punizione esemplare.
La sua traiettoria criminale si snoda nell’arco di quindici anni:
- 30 aprile 1980: A soli diciotto anni uccide a coltellate il commerciante Domenico Raso presso il Teatro Romano di Aosta, dopo averne respinto le avances. Nella sua mente scatta una giustificazione perversa: un uomo sposato che cerca avventure extraconiugali non merita di vivere.
- 1992: Spara alla prostituta Daniela Zago dopo un litigio. Ne nasconde il corpo ad Arvier per poi dissotterrarlo un mese dopo e bruciarlo in una discarica.
- 1994: Uccide la prostituta Clara Omoregbee a colpi di pistola, infierisce sul corpo e ne disperde le ceneri nelle acque della Dora Baltea. Pochi mesi dopo tenta di soffocare Lucy Omon, che riesce però a fuggire dall’auto in corsa.
- 12 maggio 1995: Colpisce a morte la prostituta Albana Dakovi con una chiave inglese e un pugnale. Subito dopo l’delitto si presenta con freddezza a firmare il registro delle presenze giudiziarie a Saint-Pierre, prima di distruggere i resti della vittima con il fuoco.
La catena di omicidi si interrompe il 26 giugno 1995: la segnalazione del suo furgone porta all’arresto. Riconosciuto parzialmente incapace di intendere e di volere, viene condannato a 28 anni di carcere e 3 anni di OPG, per poi essere trasferito in una struttura terapeutica al termine della pena nel 2017.
Il Profilo Astrale: Le Spaccature della Psiche

L’analisi del tema natale di Matteucci rivela le profonde tensioni interiori che hanno alimentato la sua spinta distruttiva.
I Valori Toro e il Bisogno di Controllo
La forte concentrazione di pianeti nel segno del Toro (Sole, Mercurio e Venere) descrive una personalità rigida, ostinata e legata al possesso. Quando questa energia si blocca, l’incapacità di gestire le emozioni si trasforma in inflessibilità. Inoltre, il quadrato tra Venere e Urano indica una spaccatura nella sfera affettiva, dove il desiderio di stabilità scontra con impulsi improvvisi, anaffettivi e aggressivi.
La Luna in Sagittario e il Moralismo Punitivo
La Luna in Sagittario manifesta il bisogno interiore di ancorarsi a un codice etico rigido. Nella sua declinazione più oscura, questo posizionamento trasforma l’individuo in un giudice spietato della condotta altrui. Il parallelo quadrato tra Marte in Ariete e la Luna carica questa struttura di una forte reattività: la percezione della “colpa” altrui si converte immediatamente in un atto di violenza punitiva.
La Frattura tra Saturno, Nettuno e Mercurio
L’interazione tra Saturno in Acquario, Nettuno in Scorpione e Mercurio in Toro evidenzia la mancanza di un principio d’autorità sano durante l’infanzia. L’opposizione tra Mercurio e Nettuno distorce la percezione della realtà, nutrendo sospetti e paranoie, mentre Saturno paralizza la capacità di elaborare i traumi, congelando la psiche in una difesa rigida e incapace di empatia.
Chirone e Lilith: Il Rifiuto dell’Istinto
Lilith in Vergine, in tensione con la Luna, simboleggia il rifiuto represso del corpo e della figura materna, incanalato nel disprezzo verso le prostitute. Al contempo, la posizione di Chirone in Pesci opposto a Plutone evidenzia una ferita primaria d’abbandono e impotenza, che Matteucci ha cercato di compensare attraverso l’esercizio di un potere assoluto e distruttivo sulla vita delle sue vittime.
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